giovedì 21 luglio 2016

Mai sorprendersi

E' proprio vero! Nella vita c'è sempre da imparare e tanto da scoprire.
Mi è capitato di leggere il curriculum della signora Maria Grazia Elena Brandara nominata dalla Giunta di Governo della Sicilia commissaria straordinaria dell'IRSAP.
Per chi non lo sapesse l'IRSAP è l'istituto regionale che ha preso il posto delle vecchie Asi e che dovrebbe sovrintendere alla promozione e allo sviluppo industriale della nostra regione a partire dai servizi che vanno offerte alle imprese che localizzano in Sicilia.
Fa un certo effetto leggere che tra le attività dalla signora svolte c'è anche quella di responsabile dell'osservatorio della legalità dell'UDC regionale.
Mi fermo qua. Punto.
Per chi volesse approfondire la delibera di giunta e il curriculum

domenica 17 luglio 2016

Qualche bomba in meno e qualche libro in più possono fare la differenza

Un altro attentato. Una sola persona è riuscita a seminare morte e violenza tra quanti stavano festeggiando la festa nazionale francese.
Un attentato low cost. 
E' stato sufficiente noleggiare un tir e il "gioco è fatto".
Purtroppo è anche la dimostrazione che questa forma di terrorismo non potrà essere sconfitta: dovremo abituarci a convivere con essa e per lungo tempo. 
Quello di Nizza è l'ultimo atto di una guerra, gli esperti la definiscono asimmetrica, che si combatte non più nei deserti mediorientali o tra le montagne afgane (lontane dalle telecamere o dei media occidentali) ma nelle nostre città, nei nostri aeroporti, nei luoghi che frequentiamo, nei nostri ritrovi.
Una guerra che non può essere combattuta con le armi tradizionali, ancorché avanzate tecnologicamente, ma va condotta con intelligenza, usando gli strumenti che i nostri sistemi democratici dispongono a partire dalle politiche di inclusione, dal riconoscimento dei diritti,  dalla partecipazione, da una seria politica di cooperazione allo sviluppo internazionale.
È evidente che occorre sapere declinare questi quattro punti. Declinarli significa cambiare il nostro modo di pensare, di operare, di collaborare.
Quando investiamo in politiche di inclusione? È possibile che la cooperazione internazionale rappresenti l'occasione per gli affari delle grandi imprese? È possibile che la cooperazione internazionale sia la formazione degli eserciti di tanti paesi che li utilizzano per reprimere le aspirazioni di libertà delle popolazioni? E' possibile che con l'alibi dell'esportazione della democrazia esportiamo armi e strumenti di morte?
Non si tratta di fare i buonisti ma di fermarci un attimo a riflettere non più sul nostro passato in quei paesi ma al nostro presente e soprattutto al nostro futuro in quelle realtà.
Forse qualche bomba in meno e qualche diritto in più potrebbero consentirci di vincere.

domenica 10 luglio 2016

E ora Cuffaro a morte.

E' notorio che quando, per qualsiasi ragione, si finisce nell'inferno carcerario si viene spogliati della propria dignità, si diventa un numero, un oggetto al quale la società chiede il conto per i comportamenti penalmente perseguibili che si sono tenuti.
Alla giusta privazione della libertà personale, la cui durata è commisurata alla gravità del reato commesso, possono aggiungersi le pene accessorie previste dal codice penale, a queste, spesso, si uniscono anche quelle non previste da alcun codice ma che rendono la condanna ancorpiù dura e, in alcuni casi, inumana. 
Dobbiamo a una serie di "detenuti eccellenti" sia la percezione che la legge sa ancora essere uguale per tutti, sia la conoscenza delle condizioni in cui sono costretti a vivere i reclusi.
Fu così per Cusani (ricordate il processo Enimont), per Mannino ed è così per il dott. Salvatore Cuffaro.
Di quest'ultimo non sono mai stato estimatore, non l'ho mai votato; l'unica volta che siamo stati dalla stessa parte risale a quando era assessore all'agricoltura del governo Capodicasa, non condividendo quanti lo stanno trattando da eroe.
Lui è e resta un processato, condannato, carcerato, scontata la pena scarcerato.
Di Cuffaro, però,  possiamo dire che la notorietà che lo accompagna gli ha nuociuto più del giusto.
Non ho dimenticato che mentre l'affidamento ai servizi sociali è per coloro che stanno per concludere la pena prassi consolidata, a lui no, gli è stato negato, con la motivazione che non avendo pienamente collaborato ha lasciato lati oscuri nella vicenda che lo riguardava. 
Lati oscuri? E i tre gradi di giudizio a cosa dovevano servire?
Non ho dimenticato che non gli è stato concesso il permesso dir far visita alla madre in agonia in considerazione, scriveva il giudice di sorveglianaza, che essendo affetta da una malatttia degenerativa non era in condizione di riconoscere il figlio, come se il rapporto madre-figlio fosse fatto solo di sguardi e di parole e non di odori, di tatto, di pelle.
Il dott.Cuffaro, si sa, era un detenuto, condannato per un reato infamante.
Ben gli stava.
Oggi è una persona che ha pagato il suo debito con la giustizia, scontando la pena che gli è stata inflitta in un'aula di tribunale, dentro la quale ha potuto esercitare il suo diritto alla difesa.
Il Cuffaro da ex detenuto ha deciso di rappresentare e di far conoscere le condizioni di vita nelle carceri, stavolta parlando per esperienza personale e non per il racconto di terzi.
In  questa veste era stato invitato a partecipare a un convegno organizzato dentro il Parlamento Regionale Siciliano.
L'invito evidentemente era rivolto al pregiudicato ed ex detenuto Salvatore Cuffaro.
Apriti cielo! A poche ore dall'inizio, il Presidente dell'Ars che aveva concesso l'uso della sala fa retromarcia, revoca il permesso rilevando l'inopportunità della presenza del dott.Cuffaro in una sala intotalata al compianto presidente Mattarella ucciso da un commando mafioso.
Non voglio polemizzare con Ardizzone ma ritengo che la sua decisione non ha aumentato il prestigio dell'istituzione dal lui presieduta, tutt'altro. Ha evidenziato ancora di più la distanza che intercorre tra lui, quelli come lui, e la società reale.
Non è mortificando un ex detenuto che l'Ars recupererà il prestigio che ha ormai perso, lo potrà fare se si aprirà ai cittadini, non avendo paura del confronto, consetendo che nelle sue stanze si discuta di problemi che migliaia di cittadini vivono e per i quali non è ancora stata, grazie a dio, firmata una condanna di morte civile.
Credo che Ardizzone abbia perso una bella occasione per dimostrare che la democrazia, le regole del convivere civile sono più forti della criminalità, più forti della mafia, più forti di Salvatore Cuffaro, che credo faccia più paura oggi a tanti ex democristiani di quanto ne facesse all'apice del suo potere.
Chissà perche?
Al dott. Cuffaro che sta per partire per il Burundi l'augurio di buon lavoro e che non abbia a incontrare la stupidità e cinismo di tanta antimafia nostrana.





venerdì 24 giugno 2016

La lettera aperta del Forum del Terzo Settore al Presidente Crocetta sulle sue ultime esternazioni sul contrasto alla povertà

Gentile Presidente,
non avendo avuto ancora la fortuna di incontrarLa personalmente, mi permetto di inviarLe a mezzo stampa questa lettera, (non è la prima) per comunicarLe il disappunto del Forum del Terzo Settore su quanto appreso dalla stampa sulla decisione della Giunta di dare vita un “reddito di cittadinanza” in salsa siciliana.
Premetto che non avendo il testo del DDL (sempre che un testo esista) le valutazioni sono il frutto di quanto letto sulla stampa che, a questo punto, mi auguro abbia travisato il senso della proposta che vi accingete a sottoporre all'esame dell'Assemblea Regionale
Mi è dato, quindi, a capire che il Reddito di cittadinanza non sia altro che la riproposizione del testo del disegno di legge, pomposamente denominato “Caruso” , come l'allora assessore volle chiamarlo, forse affinchè restasse traccia del suo grigio passaggio negli uffici di Via Trinacria.
Mi consenta, perciò, di formulare alcune osservazioni che spero possano trovare riscontro nella elaborazione finale di quanto Lei ha annunciato:
a)            la concessione di un reddito di cittadinanza svolge il suo ruolo allorquando è finalizzata ad accompagnare il beneficiario fuori dallo stato di povertà e di deprivazione e se l'indennità economica viene coniugata con la “presa in carico” del soggetto e del suo nucleo familiare, così come previsto dai documenti approvati dalla Conferenza Unificata dello scorso febbraio (Linee guida per la predisposizione e attuazione dei progetti di presa in carico del SIA e delle Linee guida Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia). Prevedere, inoltre, un periodo di sei mesi appare più un'elargizione caritatevole che un serio progetto di solidarietà e di intervento per le fasce più deboli.
b)            Non mi è chiaro come il Reddito di Cittadinanza si colleghi con l'avvio del Sostegno per l'Inclusione Attiva, misura prevista dalla Legge stabilità 2016. Le ricordo a tale proposito che alla nostra Regione saranno riconosciuti per il 2016 circa 112 milioni di €.
Mi permetto, conseguentemente, di chiederLe se ritiene i comuni, i distretti socio-sanitari e gli assessorati adeguatamente attrezzati e formati per fare fronte ai gravosi impegni cui saranno chiamati.
c)            E' ormai consolidata l'opinione tra gli esperti di politiche sociali che il legare i sussidi economici assistenziali ad attività lavorative determini solo la creazione di una leva di precari che tra qualche anno chiederanno, legittimamente, una loro stabilizzazione.
Lei, per le esperienze amministrative pregresse, dovrebbe saperne qualcosa.
Le dicono qualcosa i cantieri di servizio che presero il posto della sperimentazione del RMI?
d)            Ciò vale anche per i famosi cantieri di lavoro.  Non bisogna mai confondere i due livelli, quello dell’inserimento lavorativo con le misure assistenziali
e)            Una riflessione specifica va fatta sul reddito ISEE, ovvero ISEE corrente, da voi previsto non superiore a 5,000 €, quando quello previsto dal SIA è pari a 3,000€., mi pare ovvio chiederLe le due misure saranno cumulabili?
f)              Così come appare strano l'inserimento del servizio civile tra le misure di contrasto alla povertà. Sapete dell'esistenza della Legge 106/2016 che ha modificato la norma in materia?
g)            Anche in tema delle risorse impegnate alcune sue dichiarazioni ci appaiono un tantino superficiali: avrà, sicuramente letto il POR FSE Sicilia 2014/2020 e saprà che non esistono risorse da destinare al reddito di cittadinanza, risorse che potrebbero essere disponibile solo successivamente ad una rimodulazione delle attuali misure, cosa che appare francamente improbabile, visto che nel triennio 2014/2016 non si è stati in grado di spendere un solo euro nelle misure per l’inclusione e contrasto alla povertà.
h)            Sarei, altresì, interessato a conoscere come intendete coinvolgere il mondo del no profit e il territorio nelle attività di contrasto alla povertà.

Caro Presidente,
sarebbe stato più proficuo se prima di pervenire all’annuncio si fossero coinvolti i soggetti (sono tanti lo sa?) che da tempo nel silenzio dei più e nella disattenzione delle istituzioni operano, senza mezzi e risorse, per contrastare i fenomeni di esclusione.
Così, come penso, sarebbe stato più utile sollecitare l’approvazione in Assemblea Regionale Siciliana del disegno di Legge di iniziativa popolare sul contrasto alla povertà, i cui contenuti -sono sovrapponibili a quelli del SIA (stessi interventi, stesse procedure, stesse metodologie), consentendo con le risorse aggiuntive un allargamento della platea dei destinatari.
In questi tre anni di Governo abbiamo imparato ad apprezzare la sua fantasia che riesce a esplicitare i tutti i settori ma crediamo che quando si parla di poveri, di deprivazione materiale sia assolutamente fuori luogo.
Non sono gli annunci a risolvere i problemi ma l’impegno quotidiano.
Le politiche sociali sono materia da trattare con la massima cautela e attenzione.
Constato, al contrario, purtroppo, che sul tema, il suo governo non sembra avere brillato per qualità, tempestività e capacità di ascolto: non siete riusciti dare un significativo segnale di discontinuità con il passato; quel passato che Ella non perde occasione di denunciare come la madre delle nostre presenti difficoltà.
Ciò nondimeno ritengo che sia giusto riconoscerle la buona fede e in virtù di ciò le rassegno la disponibilità, se lo riterrà, come mondo associativo, a lavorare affinché siano date risposte serie e non demagogiche a quel 19,9% della popolazione siciliana che vive in condizione di grave deprivazione materiale.
Con osservanza


Palermo 23 giugno 2016

Brexit, banche, finanze e cittadini.

Ora, per favore, risparmiateci le analisi, le proiezioni, gli scenari catastrofici, le spiegazioni sociologiche sul perché del voto britannico.
Credo se è vero che le classi agiate hanno votato no e quelle meno abbienti si, un problema su come sia percepita l'Unione Europea esista.
Se banche e finanze hanno puntato sul restare, forse, vuol dire che hanno colto appieno le potenzialità dell'Europa e se la cosa non è accaduta per gli operai, i pensionati e le casalinghe vuol dire che questa Europa non è percepita come i padri fondatori l'avevano costruita.
Adesso la paura è l'effetto domino e il cerino è nelle mani di quei nani politici che governano i 27 paesi.
Delle due l'una o comprendono che l'Europa non può essere quella del % in più e ritornare a essere tentativo di realizzare il sogno degli Stati Uniti d'Europa oppure vadano tutti a fan............

lunedì 20 giugno 2016

Elezioni, referendum: la personalizzazione è un errore.

Da tempo penso che per Renzi le riforme sono importanti solo per il fatto che siano fatte a prescindere dal loro contenuto e/o portata innovativa.
Se questo è vero, vale a maggior ragione per la riforma costituzionale approvata dal parlamento.
L'importante è dare un segnale forte di modificabilità del sistema politico italiano, da troppo anni bloccato.
Tale ragione mi induce a decidere cosa votare al referendum costituzionale solo dopo aver visto il modo con il quale Renzi reagirà al pessimo risultato del suo (che nel passato è stato anche il mio) partito.
Non sono pregiudizialmente contrario alle modifiche approvate ma credo che la scelta di personalizzare il risultato, come se si trattasse di un referendum sul presidente del consiglio sia stato un grosso errore, del quale Renzi  pagherà le conseguenze.
Il mio sarà un voto non più sulla costituzione ma su Renzi e suoi accoliti, cosi come lui ha voluto.
Un voto non sull'abolizione del senato ma sui rapporti di Renzi e Marchionne, un voto sulla gestione della crisi di Banca Etruria, un voto sul coraggio di affrontare la pessima direzione della Consob che ha chiuso gli occhi quando, al contrario,  avrebbe dovuto controllare. 
Caro Renzi, a Oxford direbbero che hai fatto una grande minchiata, mi dispiace per te, ma in politica gli errori si pagano. 
Così come si pagano l'arroganza e la presunzione,  il non rispetto di chi non la pensa come te.
La politica non è l'arena dove bruciare gli avversari ma il luogo dove confrontarsi, nel quale le armi non sono i lanciafiamme ma le idee. 
E se non le hai è meglio fare un passo indietro

venerdì 17 giugno 2016

I furbetti del cartellino....e tutti gli altri?

In questi ultimi giorni di campagna elettorale per i ballottaggi amministrativi, il governo ha annunciato una campagna informativa sui provvedimenti rilevanti adottati.
L'imperativo è comunicare porta a porta che non si pagano più le tasse sulla casa (mi ricorda qualcosa e qualcuno) e che finalmente i furbetti del cartellino saranno licenziati. 
Complimenti al governo ma insieme ai furbetti del cartellino avrebbero dovuto pensare ad altri "furbetti" sui quali non si interviene.
Non si tratta di fare una graduatoria sulle furbizie dei dipendenti pubblici ma di colpire quanti con il loro lavoro o piuttosto le loro omissioni e comportamenti minano gravemente il rapporto fiduciario che dovrebbe legare il cittadino alle istituzioni.
Che fare della dott.ssa Saguto che continua a percepire lo stipendio, nonostante sia sott'inchiesta per comportamenti che forse non si addicono a chi a nome nostro amministra la giustizia?
E cosa fare dell'altro giudice che non ha trovato il tempo di scrivere le motivazioni della sentenza di condanna per dei ndraghetisti, per cui sono stati scarcerati?
E cosa fa in questyo momento la potente ex prefetto di Palermo dott.ssa Cannizzo?
È evidente che non esistono giustificazioni per i furbetti ma è altrettanto evidente che non possono esistere metri di valutazione e comportamenti diversi, a maggior ragione quando si tratta di funzionari di altissimo livello.
Anche cosi, caro Governo, si dimostra la volontà di voler cambiare veramente le cose.

Tassare i milionari di Riccardo Staglianò.

  Ci sono dei libri che entrano per puro caso nella nostra vità e che pagina dopo pagina ti aprono un mondo nuovo. Un mondo nel quale servir...