giovedì 12 marzo 2026

Non si fanno nomi, mi raccomando



                                                    Renato Schifani e XXXXXXXXXXXXXXX

Ha suscitato enorme scalpore e aperto un ulteriore scontro politico tra maggioranza e opposizione ma anche all'interno della stessa maggioranza l'ulteriore indagine su tangenti e malaffare nella sanità siciliana. 

Ciò che ha colpito è il nome di maggior spicco. Ad essere indagato per concorso esterno in associazione di stampo mafioso è il dott. XXXXXXXXXXXX, per anni ai vertici della burocrazia regionale ed ex parlamentare europeo di Forza Italia e al centro da mesi di un confronto durissimo tra FI e FdL.

Il dott. XXXXXXXXXXXXXX era stato da qualche giorno, dopo aver ricoperto l'incarico di Dirigente Generale del Dipartimento Pianificazione Strategica dell'Assessorato Regionale alla Sanità, nominato Direttore Generale del Policlinico di Messina.

Non voglio addentrarmi sui profili dell'inchiesta, quello che mi interessa è evidenziare il comportamento della Regione Siciliana.

La Giunta Regionale di Governo, infatti, nella seduta straordinaria con deliberazione n.102  del 10 marzo 2026, preso atto dei provvedimenti della magistratura decide di sospendere il dott. XXXXXXXXXXXX, dall'incarico di Direttore Generale del Policlinico di Messina.

A questo punto la cosa diventa interessante e la dice lunga su chi governa.

La Giunta di Governo essendo, obbligata per legge, a dare pubblicità alle proprie deliberazioni, pubblica sul proprio sito all'indirizzo Delibere di Giunta Regionale la deliberazione deliberazione di sospensione.

E la sorpresa sta proprio qua. 

La deliberazione è pubblicata con degli omissis in luogo del nome del dirigente.

Diventa, quindi, impossibile sapere chi è il Direttore Generale del Policlinico di Messina e che prima era stato il Dirigente Generale del Dipartimento Pianificazione Strategica dell'Assessorato Salute, inquisito per concorso esterno di associazione di stampo mafioso.

La privacy innanzitutto.













giovedì 5 marzo 2026

I regali italiani ai paesi in via di sviluppo


Cazzeggiare su internet (sempre che siano siti affidabili) è un bel modo per trascorrere un poco di tempo.

Si imparano cose nuove, si approfondiscono conoscenze, si scoprono fatti interessanti.

E stato così che mi sono imbattuto in una notizia che mi ha fatto sorridere moltissimo. Parlo di un decreto del ministero della difesa (parlo, appunto, di quel ministero diretto dall'ormai famossimo nel globo terracqueo (come lo chiama la Meloni) per essersi fatto sorprendere mentre era in vacanza, dalle bombe e dai droni iraniani.

Cosa prevede il decreto di cui parliamo? Della cessione, a titolo gratuito al Niger, di materiale militare italiano dismesso. In estrema sintesi, di attrezzature obsolete non più in uso, il cui smaltimento avrebbe un costo superiore del valore del materiale stesso.

Fin qui nulla di nuovo, se pensiamo che abbiamo regalato alla marina indonesiana la portaereomobile Garibaldi (nella foto allegata) ma, in questo caso, la notizia è che abbiamo ceduto gratuitamente al Niger 220 paracaduti obsoleti e non più in uso ai paracadustiti italiani in quanto sostituiti da più moderni e soprattutto più sicuri.

Tanto se ad un soldato nigerino non sia apre il paracadute a chi fotte?


Testo del decreto


Tassare i milionari di Riccardo Staglianò.

  Ci sono dei libri che entrano per puro caso nella nostra vità e che pagina dopo pagina ti aprono un mondo nuovo. Un mondo nel quale servir...