Visualizzazione post con etichetta Relazioni sindacali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Relazioni sindacali. Mostra tutti i post

giovedì 29 marzo 2012

Il giudizio della Cgil sulla riforma del mercato del lavoro proposta dal Governo Monti

Pubblico dal sito www.cgil.it il documento con una prima valutazione che il maggior sindacato italiano ha fatto sul documento del Governo sulla riforma del mercato del lavoro.
La cosa più strana è che non si è ancora in possesso di un atto che abbia carattere normativo ma di una traccia delle intenzioni dell'esecutivo.
Si tratterà, per una valutazione complessiva, di attendere che il testo del documento sia trasformato in proposta legislativa e verificare se e come saranno trascritti i principi dal documento esaminato.
E' bene sottolineare che la Cgil ha già proclamato un pacchetto di 16 ore di sciopero per contestare la manomissione dell'art.18, che con un eufemismo definiscono "flessibilità in uscita"" 

venerdì 13 gennaio 2012

Manifesto per il Welfare. Nuova campagna "I diritti alzano la voce"



Manifesto per il welfare

Il benessere è un diritto, la disuguaglianza un’ingiustizia

«Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; e ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.» (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 25)

«La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.» (Costituzione della Repubblica Italiana, art. 2)

«(…) È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.» (Costituzione della Repubblica Italiana, art. 3)

Il sistema italiano di garanzia dei diritti fondamentali di cittadinanza si basa su questi principi: è in forza delle affermazioni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della nostra Costituzione che il Parlamento del nostro paese ha approvato leggi e fissato regole di tutela della dignità di ogni cittadina e cittadino con una particolare attenzione ai più deboli, ai più fragili, ai più poveri.

L’abbiamo chiamato “Stato sociale”.

Oggi lo Stato sociale è messo in discussione, c’è il rischio fondato che una sempre maggiore quantità di bambine e bambini, giovani, donne e uomini, anziani siano privati dei servizi essenziali (difesa della salute, istruzione, casa, lavoro, pensione) e si vedano cadere inesorabilmente nel baratro dell’indigenza e della povertà e nell’abbandono da parte delle Istituzioni e della comunità di appartenenza.

La causa dell’allargarsi progressivo della quantità di persone povere è da ricercare non solo nella situazione di crisi globale che stiamo vivendo, ma anche nell’affermarsi negli ultimi decenni della teoria del liberismo economico, della globalizzazione selvaggia e incontrollata, delle speculazioni finanziarie, nella decisione consapevole della politica di abbandonare a se stessi i più deboli per curare soprattutto gli interessi dei già ricchi che, anche in periodo di crisi, continuano ad arricchirsi sempre di più, a danno della stragrande maggioranza dei cittadini del nostro paese. L’aumento delle disuguaglianze sociali ed economiche non è più tollerabile, anche perché è spesso causa di violenza tra le persone e prefigura il rischio di conflitti intergenerazionali, di genere, di censo.

Noi gridiamo a gran voce il nostro sdegno per questa ingiustizia e diciamo che non possiamo più accettare questa situazione. Tanto meno possiamo subire inermi la decisione di rispondere con il carcere, la detenzione, la via penale a problemi la cui natura è sociale. Denunciamo la mancata applicazione del dettato costituzionale che prevede come finalità della detenzione il recupero e il reinserimento sociale di tutte le persone ristrette della libertà.

giovedì 1 dicembre 2011

Claudio Treves: Perchè accanirsi sull'art.18? I veri problemi sono altri. Un contributo alla discussione.

Claudio Treves, responsabile del dipartimento mercato del lavoro della Cgil, ha scritto questo interessante articolo nel quale fa il punto sulle prospettive di riforma del mercato del lavoro alla luce degli annunci del Governo Monti

Ci risiamo. Anche il neo costituito Governo Monti, con il pur pregevole rimando ad un preventivo confronto con le parti sociali, riprende la vexata quaestio della “eccessiva tutela” di alcuni a fronte della carenza di tutele di altri nel mercato del lavoro, e si appresta a formulare proposte sul tema. Di proposte, per la verità, se ne conoscono già di diverse, dal progetto di Boeri-Garibaldi a quello più organico di Ichino, per non dimenticare l'antico “Verso un diritto del lavoro del XXI secolo”, meglio noto come “Libro verde sul mercato del lavoro” della Commissione Europea del novembre 2006.

Quest'estate, com'è noto, la BCE e poi nuovamente la Commissione Europea sono tornati sull'argomento, con la premurosa e inaccettabile risposta del Governo dell'epoca (articolo 8 legge 148/11), in cui, facendo finta di sostenere la “contrattazione di prossimità”, si affidava ad essa la facoltà di derogare, tra le molte altre cose, anche alla tutela dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

lunedì 25 aprile 2011

Applicare il contratto separato dei metalmeccanici è comportamento antisindacale

Pubblico due sentenze emesse da altrettanti tribunali con le quali viene sanzionato come comportamento antisindacale, di cui all'art.28 dello Statuto dei Lavoratori, l'applicazione alla totalità dei lavoratori dipendenti delle aziende di cui ai ricorsi, del contratto separato dei metalmeccanici firmato il 15.10.2009 in presenza della vigenza del contratto sottoscritto unitariamente il 20.01.2008.
Le aziende dovranno rimuovere i comportamenti che limitano le prerogative del sindacato ricorrente, in questo caso la Fiom e più precisamente
a) applicare ai lavoratori iscritti alla Fiom il contratto del 2008 e conseguentemente erogare l'indennità di vacanza contrattuale prevista dall'accordo interconfederale del 23 luglio 1993;
b) stesso trattamento dovrà essere adottato per quei lavoratori che decidessero di non volere essere applicato il contratto separato, informandoli preventivamente e in maniera esaustiva della situazione;
c) rimborsare le quote contrattuale eventualmnete trattenute ai lavoratori che non riconoscessero il contratto stipulato sola dalal Cisl e dalla Uil.
E' da sottolineare che per la prima volta ci troveremmo in una azienda a dovere applicare due contratti di lavoro.
Si porranno certamente problemi nuovi a partire a quale contratto fare riferimento per i nuovi assunti.
L'impressione che siamo in presenza delle prime schermaglie giudiriche che guardano a un orizzonte più grande, quello della Fiat e dei suoi accordi separati.

sabato 18 settembre 2010

Per approfondire

Pubblico un articolo del prof. Bavaro docente di diritto del lavoro dell'Università di Bari sulle relazioni industriali e sul significato e portata dell'accordo separato di Pomigliano. La lettura dei due documenti spiega in maniera chiara le motivazioni che hanno indotto la Fiom e la Cgil ad esprimere un giudizio negativo. Si spiegano, infine, le vere ragioni che hanno spinto Federmeccanica a disdire il Contratto metalmeccanico del 2008. Tutto ciò sta alla base della manifestazione indetta per il prossimo mese di ottobre dalla Fiom.

Tassare i milionari di Riccardo Staglianò.

  Ci sono dei libri che entrano per puro caso nella nostra vità e che pagina dopo pagina ti aprono un mondo nuovo. Un mondo nel quale servir...