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sabato 24 novembre 2012

Produttività: Appello per un patto utile per il Paese

Un gruppo di economisti denuncia gli errori del Patto per la produttività, chiede alle Parti sociali di fermare il declino e al governo di sostenere l’impegno per relazioni industriali più eque, efficaci e produttive

La volontà delle Parti sociali di giungere alla firma di un accordo programmatico per fermare il declino del sistema industriale italiano e muoversi in una prospettiva di crescita non può e non deve essere sprecata. Troppo evidenti sono, da un lato, le difficoltà di cui soffre il nostro sistema produttivo, così come, dall’altro lato, la necessità di offrire una prospettiva di crescita economica sostenibile e di benessere per le future generazioni.
Proprio perché condividiamo questa necessità e urgenza, riteniamo che il testo conclusivo accordo sulla produttività, proposto da Confindustria il 16 novembre 2012 alla firma delle varie organizzazioni imprenditoriali e sindacali delle imprese e dei lavoratori  costituisca un riferimento importante ma non conclusivo del confronto tra le Parti sociali. Questo testo deve essere migliorato affrontando i nodi ancora aperti, al fine che tutte le Parti sociali possano porvi con convinzione la loro firma. Se occorre tempo, si prenda tempo e si continui il confronto.
Riteniamo che i seguenti aspetti meritino una ulteriore riflessione.
1) Non è opportuno accordarsi sul merito di quanto deve essere fatto nella contrattazione collettiva per innescare un circolo virtuoso tra crescita delle retribuzioni e crescita della produttività prescindendo dalla questione aperta della democrazia sindacale, della certificazione della rappresentanza, della esigibilità degli accordi sottoscritti, dei diritti di rappresentare e contrattare – diritti da garantire sia per i firmatari che per i non firmatari degli accordi. Vi sono i presupposti condivisi nell’accordo del giugno 2011; occorre solo darne attuazione, per via negoziale tra le confederazioni o, in subordine, per via legislativa.
2) Gli strumenti di incentivazione fiscale per la diffusione della contrattazione di secondo livello e l’estensione delle retribuzioni variabili tramite la contrattazione di secondo livello (detassazione e decontribuzione) risultano efficaci solo se si introducono meccanismi di collegamento tra retribuzioni e risultati d’impresa centrati su: innovazione tecnologica ed organizzativa interna alle imprese; innovazione di prodotto e di qualità dello stesso; nuove tecnologie di produzione basate sulle ICT; nuovi disegni organizzativi dell’impresa e del lavoro; processi formativi, di valorizzazione e responsabilizzazione delle risorse umane, di coinvolgimento e partecipazione dei dipendenti e delle loro rappresentanze nella organizzazione del lavoro e della produzione (in attuazione dell’art. 46 della Costituzione). Essenziale risulta l’attivazione delle complementarità tra questi fattori che rendono moltiplicativo il loro impatto sulla produttività. Ogni scorciatoia che prediliga tradizionali indicatori di produttività e redditività output-oriented rischia di rendere inefficace il meccanismo premiante che si intende introdurre, lasciando aperta la strada a forme di salario variabile “cosmetiche” con effetti nulli sulla competitività delle imprese. Modelli di incentivazione dello sforzo lavorativo o di suddivisione del rischio sono tipici di concezioni di impresa arcaiche che introducendo comportamenti non-virtuosi possono perfino abbassare la produttività, la redditività e la competitività dell’impresa e dell’economia nel suo complesso, accrescendo le zone di rendita già presenti, che ostacolano le opportunità di ripresa.
3) La strategia che tende a far crescere il ruolo della contrattazione di secondo livello, aziendale e territoriale, a scapito di quella di primo livello, nazionale, in ragione anche della ridotta estensione attuale della contrattazione decentrata, corre il rischio di produrre una ulteriore riduzione delle protezioni e delle tutele che solo il contratto nazionale garantisce ai lavoratori dipendenti; al contempo con questa strategia si rischia che una quota della retribuzione certa fissata col contratto nazionale sia trasformata in retribuzione incerta perché variabile definita a livello decentrato, vanificando quell’aumento delle retribuzioni reali auspicato da molti come utile misura per sostenere la domanda interna, a tutto svantaggio non solo dei lavoratori ma del sistema delle imprese e dell’economia nel suo complesso.
Abbiamo a cuore il sistema produttivo italiano, la sua capacità concorrenziale nel contesto internazionale, la crescita della sua capacità di creare reddito e benessere sostenibili nel tempo per l’intera comunità. Al contempo siamo convinti che l’intero sistema delle imprese ed il mondo del lavoro tutto sono indispensabili per costruire insieme un cambio di direzione e imboccare insieme una via di uscita, ma non possono sopportare da soli i costi del necessario cambiamento strutturale. L’azione del Governo è altrettanto indispensabile, sul terreno delle politiche di innovazione, delle risorse economiche per supportare le imprese nelle loro strategie innovative, delle politiche di istruzione e di sostegno diretto al sistema della ricerca, pubblica e privata, di riduzione del carico fiscale sulla produzione di reddito e sul lavoro.
Per queste ragioni auspichiamo che il confronto tra le Parti sociali non si interrompa ma prosegua al fine di giungere alla firma di un Accordo per la crescita della produttività e della competitività in Italia che non prescinda da quanto sopra delineato ma che anzi se ne faccia carico in toto; ed al contempo auspicano che il Governo trovi la volontà politica e le risorse economiche per supportare la realizzazione concreta di tale Accordo.
20 Novembre 2012

Prof. Nicola Acocella, Università La Sapienza, Roma
Prof. Riccardo Leoni, Università di Bergamo
Prof. Paolo Pini, Università di Ferrara
Prof. Leonello Tronti, Università di Roma Tre

Coloro che desiderano aderire all’Appello sono invitati ad inviare una mail al seguente indirizzo:
indicando nell’Oggetto: Aderisco all’Appello “Un Patto che sia utile per il Paese"
e nel testo: Nome, Cognome, qualifica, città

martedì 12 luglio 2011

Il Testo unico dell'apprendistato

L'apprendistato da sempre considerato lo strumento principe per l'ingresso nel mondo del lavoro è oggetto di restyling per adeguarlo alle nuove esigenze delle imprese e alla necessità di tutelare maggiormente i lavoratori.
Ciò a seguito dell'accordo tra il Ministero del lavoro, le regioni e le parti sociali.
Questo è il senso dell'accordo siglato nei giorni scorsi per un nuovo "testo unico" dell'apprendistato.
A tirarsi fuori stavolta sono state alcune organizzazioni datoriali che hanno considerato eccessivamente sbilanciato a favore degli artigiani.
Adesso tocca al Parlamento fare la propria parte, trrasformando l'accordo in legge.
Poi saranno le aziende a valutare il funzionamento dello strumento.
Chi vivrà vedrà. 

martedì 5 aprile 2011

L'accordo sindacale per la Fiat di Melfi

In data 31 marzo 2011 è stato sottoscritto senza alcun clamore e in maniera unitaria l'accordo sindacale da applicare alla Fiat di Melfi (la cui esatta denominazione è SATA) che introduce il sistema Ergo-uas per il lavoro manuale.
Non si riducono tutele e non si toccano diritti, dimostrando che è possibile raggiungere intese unitarie che salvaguardano gli investimenti, innovano e incrementano la produttività.
Verrebbe da chiedersi perchè a Menfi si e a Pomigliano e Mirafiori no.
Colpa della Fiom? 

domenica 3 aprile 2011

Sulla detassazione del salario di produttività aziendale

Un interessante e utile articolo di approfondimento sulla detassazione del salario di produttività a seguito di accordo sindacale.
Non è la prima volta che si interviene sulla materia ma la recente circolare congiunta dell'Agenzia delle entrate e del Ministero del Lavoro (allegata) dovrebbe servire a fare chiarezza e a fornire gli strumenti di conoscenza per evitare che a fronte della possibilità di pagare meno tasse si facciano passare cose non proprio corrette.
Un esempio valga per tutti, il lavoro supplementare per i lavoratori part-time detassato e non invece consolidato nell'orario normale di lavoro.
Fare attenzione perchè come in tutte le cose non è "oro tutto ciò che luccica"

L'accordo quadro Cgil-Cisl-Uil e Confindustria  (analogo accordo è stato sottoscritto anche con le altre Organizzazioni datoriali)

sabato 18 settembre 2010

Per approfondire

Pubblico un articolo del prof. Bavaro docente di diritto del lavoro dell'Università di Bari sulle relazioni industriali e sul significato e portata dell'accordo separato di Pomigliano. La lettura dei due documenti spiega in maniera chiara le motivazioni che hanno indotto la Fiom e la Cgil ad esprimere un giudizio negativo. Si spiegano, infine, le vere ragioni che hanno spinto Federmeccanica a disdire il Contratto metalmeccanico del 2008. Tutto ciò sta alla base della manifestazione indetta per il prossimo mese di ottobre dalla Fiom.

venerdì 17 settembre 2010

Finalmente dopo cinque anni arriva il contratto della sanità privata.

L’accordo prevede la decorrenza del tabellare 2006/2007 a partire dalle retribuzione di settembre 2010 e l’erogazione effettiva sarà corrisposta con la prima retribuzione utile mentre, in ragione delle difficoltà finanziarie differenziate da territorio a territorio si è convenuto (dove non sia stato già raggiunto un accordo in tal senso) di demandare la trattativa per l’eventuale “una tantum” relativa all’arco temporale 2006/2010 al negoziati regionali che tengono conto della copertura dei costi.
L'accordo di rinnovo.

Tassare i milionari di Riccardo Staglianò.

  Ci sono dei libri che entrano per puro caso nella nostra vità e che pagina dopo pagina ti aprono un mondo nuovo. Un mondo nel quale servir...