martedì 1 gennaio 2019

Libera traduzione del messaggio di fine anno del Presidente #Mattarella

Ho provato a tradurre nel linguaggio che ogni giorno usiamo, il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica.
  • ho firmato la legge di bilancio solo per evitare che si andasse all'esercizio provvisorio e perchè i saldi risultano concordati con la Commissione Europea;
  • il raddoppio della tassazione per gli enti no profit è una grande minchiata;
  • ora, ve la studiate bene questa cazzo di legge che avete approvato e la discutete in Parlamento, apportando le dovute correzioni, concordandole, sempre, con la Commissione Europea;
  • la sicurezza dei cittadini è una cosa seria e non si fa chiudendo i porti, con le ruspe o armando i cittadini ma garantendo integrazione, pari diritti, pari dignità, richiedendo pari doveri a tutti i cittadini, assicurando un lavoro dignitoso, qualità della vita nelle periferie (non come avete fatto definanziando le iniziative intraprese dai governi precedenti), cercate di pensare innanzitutto a  chi sta peggio;
  • smettete di usare i social per fare vedere cosa mangiate, come trascorrete il vostro tempo. In poche parole cercate di lavorare in silenzio e con i fatti;
  • le forze di polizia vanno rispettate, non cercate di travestirvi da sceriffi: diventate solo ridicoli e offendete quanti indossano una divisa, rischiando la vita ogni giorno;
  • non si fanno i selfie con gli estremisti travestiti da sportivi, né si invitano nelle sedi ministeriali;
  • l'esercito italiano è altamente specializzato, impiegarlo per coprire le buche di Roma è quanto di più offensivo si possa fare e denuncia l'incapacità di garantire l'ordinaria amministrazione;
  • rispetto il voto degli italiani ma non rompetemi i coglioni con le vostre cazzate.
Detto questo cari concittadini tanti auguri, ne abbiamo veramente bisogno.

La polpetta avvelenata della manovra del popolo.

Premesso che non ho letto la legge di bilancio 2019, del resto non l'hanno fatto neanche quelli che l'hanno votato, qualche anticipazione, però,  da alcuni articoli di giornali sono riuscito ad averla e mi ha colpito la flat tax al 15%.
Ho fatto piccoli approfondimenti e, se non capito male, la situazione che si determinerà nel 2019 è la seguente:
  • La tassazione nel 2019 per un lavoratore autonomo che nel 2018 ha avuto un reddito inferiore a 60.000 € sarà pari al 15% indipendentemente dal reddito conseguito
  • La tassazione per un lavoratore dipendente o per un pensionato resta immutata rispetto al 2018.

Un esempio:

Lavoratore autonomo con flat tax:
Reddito 2019    55.000 €          Imposta lorda  8.250 € 

Lavoratore dipendente o pensionato
Reddito 2019    55.000 €         Imposta lorda 17.220 €

RISPARMIO 8.970 €

E' evidente che più aumenta il reddito più il risparmio è consistente.
Nulla da aggiungere!!!
BUON ANNO A TUTTI

lunedì 31 dicembre 2018

Auguri. Buon 2019.

E' difficile, spesso, trovare parole, che non suonino retoriche, per augurare un buon anno.
Per farlo non userò parole mie ma utilizzerò un video.
E' il video con il quale Giorgia Meloni ricorda, attualizzandola, la fine della I guerra mondiale.



Colpiscono due cose:
a) la grandissima ignoranza su fatti storici che hanno segnato la vita del nostro Paese;
b) questo gridare al "NON PASSI LO STRANIERO".
E' per questo che mi auguro, vi auguro, ci auguriamo siano sempre meno le persone che la pensano come lei.
Sono, infatti, quelli come Giorgia Meloni che ci conducono alle guerre. A guardare con paura quelli diversi per sesso, nazionalità, religione, colore della pelle.
La speranza e l'augurio che il 2019 (è anche l'anno delle elezioni europee) sia per tutti un anno di pace, di accoglienza e di solidarietà.

Nb. Nulla togliendo a quanti per scelta volontaria o perché costretti hanno dato la vita o hanno affrontato immani sacrifici perché la guerra fosse vinta. 

mercoledì 5 dicembre 2018

Fratelli d'Italia e le tasse: binomio inconciliabile di cui vantarsi

La Meloni esulta perché in commissione bilancio è stato approvato un emendamento proposto dal suo partito che consentirà ai turisti stranieri nel settore turismo l'utilizzo del contante fino a 15.000 €.
La Meloni si dichiara felicissima del risultato che, a detta sua, rilancerà il turismo in Italia.
Capisco l'infelicità che gli procurano i miseri risultati (non se li caca nessuno) dei Fratelli d'Italia ma il cercare di difendere sempre e comunque gli evasori fiscali, non mi appare una strategia intelligente e soprattutto lungimirante.
Comprendo che a parte le visite in Ungheria al suo amico Orban, la signora sarà andata poco all'estero, impegnata com'è a prendersela con gli immigrati ma dovrebbe sapere che l'Italia è il paese dove si fa meno uso della moneta elettronica (chissà perché) e nel quale l'evasione fiscale è tra le più alte in Europa (forse ci frega il primato la Grecia).
Non è nemmeno chiaro che ci farebbe un turista straniero in Italia con in tasca 15.000€.
All'estero (è capitato a me) ti guardano storto il momento in cui estrai dal portafoglio una banconota da 50 € e non paghi con la moneta elettronica.
Per la Meloni, invece, i turisti stranieri, finalmente, grazie al loro emendamento potranno persino comprarsi in contanti la Fontana di Trevi.
Prima è stata la contrarietà alla fatturazione elettronica  adesso l'uso del contante, a quanto pare il pagare le tasse non le deve proprio piacere.
Ora, se è vero che la mamma dei cretini è sempre incinta, se è sempre dato che i figli della stessa madre sono fratelli, mi spiego il nome del suo partito.




martedì 25 settembre 2018

A difesa dell'informazione e della democrazia.

Dall'entrata in vigore della Legge La Torre (1981) sul sequestro e confisca dei beni di provenienza illecita, sotto la lente dell'Autorità Giudiziaria è finito di tutto e di più.
Basta scorrere le relazioni che periodicamente produce l'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati e Sequestrati per avere contezza di cosa è stato ed è sottratto alla criminalità organizzata.
Credo, però, che ciò che accaduto a Catania con il sequestro delle aziende editoriali di Mario Ciancio è una prima volta che mette alla prova la capacità dello stato di continuare a fare informazione nel rispetto sia di chi ci lavora e di chi è consumatore del prodotto editoriale.
Il prodotto finito di un'azienda editoriale è, dunque, democrazia e partecipazione.
La scelta del direttore è importante ma non sufficiente, anche perché non si tratta solo di un giornale (il più letto della regione) ma qualcosa di più, molto di più.
Un giornale può cambiare la vita delle persone. Ucciderle o esaltarle.
Per tale ragione penso che i commissari scelti dal tribunale di Catania dovrebbero individuare delle personalità, espressioni riconosciute e legittimate del mondo delle professioni, della società civile e della realtà accademica, per comporre un "Comitato di Garanti" con il compito di garantire la massima trasparenza e autorevolezza di un giornale che nel bene e nel male ha rappresentato un tratto fondamentale della storia del secondo dopoguerra a Catania e in Sicilia.

Nb. Resta il fatto che una riflessione sui beni confiscati, sulla loro destinazione, sul loro riutilizzo andrebbe fatta al più presto. Il caso Saguto docet.


giovedì 23 agosto 2018

Sacco e Vanzetti, 91 anni dall'esecuzione. Una storia sempre attuale.

Il 23 agosto di 91 anni fa, venivano giustiziati per un omicidio mai commesso Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco.
Erano innocenti, per loro ci fu un processo farsa.
Era tutto deciso: due immigrati e per giunta anarchici dovevano morire, occorreva dare in pasto all'opinione pubblica due colpevoli.
Chi meglio di due immigrati italiani rispondeva a questo bisogno di "giustizia" dei bianchi, anglosassoni e protestanti? Il diverso si sa, incarna i mali della società. 
C'è da essere molto preoccupati, la storia può sempre ripetersi.
Leggere della nostra immigrazione, delle condizioni di vita e di lavoro cui erano sottoposti i nostri immigrati è utile per comprendere cosa significa partire dalla propria terra alla ricerca di un futuro migliore per se e per i propri figli.
Mi permetto di consigliarvi la lettura di questo libro.
Nulla da aggiungere se non buona lettura.




domenica 19 agosto 2018

Genova: le privatizzazioni, le Caporetto della sinistra. Aspettando la rivincita di Vittorio Veneto.

Ancora stamani i giornali ci raccontano di  Genova, del disastro, dei profitti di  Autostrade per l'Italia.
Senza voler entrare in alcun modo nel merito delle indagini della magistratura,  sarei felice se si affrontasse con il "pretesto" del crollo del ponte, la vicenda delle "privatizzazioni" italiane.
Reagan era solito parlare dello Stato, inteso quale struttura burocratica e di servizio,  quale bestia e in quanto tale occorreva affamarlo.
Non dimenticando che, negli stessi periodi, la signora Thacher in Gran Bretagna, affermava che la società non  esisteva. C'erano solo individui spinti esclusivamente dai loro interessi, spesso confliggenti con quelli dello stato. Se occorreva scegliere l'individualismo faceva premio tra tutti.
Ce ne siamo dimenticati? Ci siamo dimenticati che in Italia, forse unico caso al mondo, a guidare le privatizzazioni sono stati i governi di centrosinistra? Che ancora oggi Prodi è orgoglioso di ciò che ha fatto?
Era la modernità, baby.
Tutti alla ricerca del consenso ma non dei cittadini ma della city londinese. 
Alla ricerca del consenso dei mercati e degli imprenditori che ne sono i protagonisti. E che protagonisti!
Una classe imprenditoriale, quella italiana, composta in gran parte di straccioni e accattoni.  Che hanno pensato che l'internazionalizzazione delle loro imprese si facesse riducendo il costo del lavoro e non innovando i loro prodotti.
La concorrenza la dovevamo fare al Vietnam o alla Malesia.  Lo dimostrano, in ultimo, le grida di dolore alle modifiche al contratto di lavoro a tempo determinato. Siamo gli unici a sostenere che in Italia non si assume perchè non si può licenziare. In effetti la precondizione per morire è essere nati. Non nascondiamoci dietro un dito: in questa trappola ci siamo caduti tutti.
Renzi non è figlio del caso o del destino. Renzi è il figlio di ciò che è diventata la sinistra. Una metamorfosi che lui non ha provocato,  ne è stato solo il prodotto (sicuramente di qualità ma sempre prodotto). Ora tutti a dire che occorre ricominciare. Ricominciamo, giusto!
Da dove e con chi?
Sarò diventato insofferente ma non riesco a intravedere un futuro con le donne e gli uomini che oggi governano i partiti di centrosinistra.
Nel centenario della prima guerra mondiale mi piace ricordare che dopo la sconfitta di Caporetto, anche su pressione dei governi alleati, si decise di destituire Cadorna e nominare un nuovo comandante, Armando Diaz.
Fu quella la premessa per la vittoria di Vittorio Veneto.
Prendiamo atto che il 4 marzo è stata la Caporetto della sinistra, dei valori della solidarietà e con una nuova classe dirigente lavoriamo per una nuova e duratura Vittorio Veneto.
Nb. Se questo è il percorso, io ci sono.
PS. La riflessione sulle privatizzazioni, a prescindere dal PD va comunque fatta.

Tassare i milionari di Riccardo Staglianò.

  Ci sono dei libri che entrano per puro caso nella nostra vità e che pagina dopo pagina ti aprono un mondo nuovo. Un mondo nel quale servir...