lunedì 15 settembre 2014

Renzi inaugura l'anno scolastico a Palermo

Il Presidente del Consiglio, Renzi, ha scelto Palermo per inaugurare l’anno scolastico 2014/15.
Andrà nella scuola intitolata a Don Pino Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia per il suo impegno in uno dei quartieri più difficili di Palermo.
Scelta forte, coraggiosa e dal forte significato simbolico 
Da quanto si apprende dai giornali (sarà vero?) in occasione della visita Renzi, sono stati acquistati banchi e sedie e, forse, la scuola è stata tirata un tantino a lucido.
Credo che questo sia un errore.
Si ha della realtà una rappresentanza non rispondente al vero.
Ci si fa un’idea delle condizioni delle scuole sbagliata. 
Meglio non nascondere sotto dei banchi e delle sedie nuove, il degrado nel quale versano la stragrande maggioranza delle scuole italiane.
Meglio non truccarsi e presentarsi per quella che si è.
Sarebbe la prima lezione di educazione civica che dovremmo impartire agli studenti.

domenica 14 settembre 2014

Chiù longa è a pinsata chiù ranni è a minchiata (stavolta è l'assessore Borsellino a pensare tanto)



Ci sarebbe da ridere se la questione non si prestasse ad alcune considerazione sul modo di operare degli assessori regionali e degli uffici di stretta collaborazione (scelti da loro).   È il caso questo dell'assessore alla salute Lucia Borsellino.
Andiamo per ordine: 
il 25 maggio 2014, il forum regionale del terzo settore, l'Anci Sicilia e l'Anfass Sicilia, richiedevano, con una lettera, un incontro agli assessori alla Salute, alla Famiglia e agli enti locali, per affrontare alcune delle questioni che attengono alle persone con disabilità.
A seguito di diverse pressioni,(la sensibilità non è qualità richiesta per fare l'assessore), l'assessore alla famiglia, Giuseppe Bruno,  convocava il 4 agosto la riunione richiesta. 
A partecipare oltre i richiedenti, il padrone di casa e due funzionari dell'Assessorato alla salute in rappresentanza dell'assessore Borsellino, impossibilitato, a loro dire, a presenziare per sopraggiunti e improrogabili impegni. 
Il giudizio sulla riunione era complessivamente positivo a partire dal metodo adottato. E' opportuno ricordare che erano presenti sia l'assessore alle politiche sociali del comune di Palermo e di Catania. 
Tutto bene? 
Certo, se non si presentasse l'imponderabile. 
Il  25 agosto, esattamente tre mesi dopo dalla richiesta,  con una comunicazione a firma dell'assessore Lucia Borsellino e del  dirigente generale era rassegnata la disponibilità a tenere la riunione richiesta il 25 maggio. (dimenticando di fissare la data e il luogo).
Immagino la lunga riflessione dell'assessore se tenere o meno la riunione.
Tre mesi per decidere, è il caso di ricordare che "chiú longa è a pensata, chiú ranni a minchiata" .
È in questo caso la minchiata è veramente grossa. 
Rendersi disponibili a una riunione che già si è tenuta mi sa di presa in giro. 
Così come è una minchiata pensare che la Giunta Crocetta sia all'altezza di governare la nostra Sicilia 

giovedì 11 settembre 2014

Quando i soldi ci sono e qualcosa (non si sa cosa) non funziona


Il Forum Regionale del Terzo Settore della Sicilia ha elaborato, su dati del Ministero degli Interni, uno studio sull'utilizzo dei Fondi Pac per l'infanzia e la non autosufficienza  nella nostra Regione.
Si tratta di una prima trance pari a 80 milioni di € a cui si aggiungeranno altri 152 milioni di €. Non sono certamente poca cosa.
A più della metà percorso, la stragrande maggioranza dei distretti socio-sanitari non risulta avere avuto approvato il progetto, presentato già a gennaio di quest'anno.
Non credo che la colpa, almeno questa volta, sia dei distretti siciliani ma qualcosa che non funziona deve esserci a livello centrale.
Teniamo presente che un progetto che non parte sono servizi che non vengono resi e opportunità di lavoro che sfumano.
Credo siano necessari interventi mirati presso l'Autorità di Gestione (Ministero degli Interni) per velocizzare l'iter approvativo.
L'assessorato alla Famiglia della Regione Siciliana e l'Anci Sicilia, unitamente ai soggetti del Terzo Settore, potrebbero svolger potrebbe un lavoro di sollecitazione in questa direzione

Lo studio del Terzo Settore Siciliano

mercoledì 10 settembre 2014

Ritorno


Era ormai dal mese di maggio che non aggiornavo questo blog. 
Riflettevo se era ancora il caso di tenerlo aperto. 
Sono ormai tanti gli strumenti di comunicazione esistenti e utilizzati che un blog come quello mio nulla aggiunge a quanto è possibile reperire sulla rete.
Una cosa, però, nella rete non si trova: quello che penso io, rispetto a quanto accade intorno a me.
Mi sono deciso, quindi, di continuare a tenerlo in vita, come se fosse un diario nel quale annotare le mie impressioni, le mie opinioni su fatti, persone e situazioni.
So bene che che ciò che penso non interesserà alcuno ma è un modo, per me, per fissare pensieri.
Poi se qualcuno li condividerà tanto meglio, significherà che in fondo non sono tanto sbagliato.

giovedì 1 maggio 2014

Buon Primo Maggio


Oggi primo maggio, festa internazionale del lavoro, i quotidiani grondano di retorica a buon mercato. Editorialisti, professori universitari, ricercatori, politici a spiegarci cosa sia la disoccupazione, come fare a uscire da questa situazione, delle iniziative da assumere per dare una risposta al bisogno di lavoro.

Credo che quanti scrivano un loro personale contributo alla lotta alla disoccupazione, lo hanno dato: sicuramente i loro figli e parenti più intimi, sono ben sistemati, ben retribuiti.
Chiaramente, nessuno dei loro figli ha avuto bisogno di raccomandazioni....sono bravi per definizione, per loro, la meritocrazia ha fatto premio su tutto e tutti. 
Gli sfigati sono gli altri.
Quelli che non si rassegnano ad avere un lavoro in nero, ad avere un lavoro precario, a subire angherie, a sottostare ai ricatti.
Ci presentano dati, ci dicono che quasi il 17% delle imprese non trova sul mercato il personale di cui avrebbero bisogno.
Dovrebbero, però, dirci che orari vengono chiesti, quale retribuzione verrà loro riconosciuto, quali diritti saranno garantiti, quali tutele avranno.
Eppure, esistono strumenti legislativi finalizzati alla formazione, a cosa servirebbero, se no, i contratti di apprendistato, i contratti di inserimento, gli stage o i tirocini?
La verità è che le imprese (i padroni) non vogliono assumere persone vogliono degli automi da sfruttare, da utilizzare, da spremere e poi da sostituire con automi più moderni, magari che costino meno. 
Per questo sono convinto che la disoccupazione prima ancora che un problema di carattere economico è una questione culturale, non dei giovani (come qualcuno più furbo degli altri ci indica) ma delle imprese.
Non si spiegherebbe diversamente l'assunto, tutto italiano, che non si assume perché non si può licenziare.  
Da almeno 20 anni la legislazione sul lavoro è stata massacrata, distrutta, profondamente modificata a vantaggio delle imprese, favorendo la precarietà e l'incertezza. 
I dati ci indicano che la disoccupazione, e quella giovanile in particolar modo, ha raggiunto livelli intollerabili. 
Sempre i "bravi e gli intelligenti" ci spiegano che è la crisi a mordere.
Allora, delle due l'una o è la crisi o è la legislazione. Alternative non esistono.
La finiscano, di prendere per il culo la gente, la finiscano di mettere i giovani contro coloro che giovani non sono più, la finiscano di chiedere più flessibilità, meno diritti, meno tutele.
Rispettino la dignità delle persone.
Credo che la pazienza stia per finire.
Buon Primo Maggio.

martedì 29 aprile 2014

A chi la spara più grossa. Berlusconi e i tedeschi



Ci risiamo  inizia la campagna elettorale e Berlusconi la spara più grossa. Stavolta si é trattato di fare i conti con i tedeschi,  di accusarli di non curare la memoria, di rimuovere lo sterminio di ebrei, zingari, gay ma anche tanti, tantissimi tedeschi che si opponevano al regime nazista.  (nella foto Dachau)
Che la cosa fosse studiata a tavolino e non una gaffe estemporanea, lo dimostra la prima pagina del Giornale (che fu di Montanelli e oggi miseramente finito nelle mani di Sallustri) che inneggia al nostro "statista" che ha messo a posto i tedeschi.
La cosa, a mio avviso, si presta ad alcune considerazioni che brevemente vorrei sottolineare. 
La prima, mi piacerebbe ascoltare qualche dirigente di Forza Italia criticare la frase di Berlusconi: il silenzio in questi casi é condivisione;
La seconda, si dimentica che i parlamentari di Forza Italia che saranno eletti alle prossime europee siederanno insieme ai parlamentari della Cdu, il partito della Merckel (il culone inchiavabile,  così come definita da Berlusconi) condivideranno lo stesso programma, voteranno insieme; troveranno intese, 
La terza, politicamente più importante delle altre, che Forza Italia aderisce al Ppe, il gruppo di ispirazione cristiana al quale aderiscono i partiti di centrodestra con Barroso, che ci hanno portato a questo punto.
Che hanno imposto una politica di sacrifici che  hanno ucciso le economie dei paesi mediterranei. 
In politica,  si sa, la coerenza non è un valore ma spesso una zavorra, questo non rimuove il fatto che i protagonisti di questa triste storia, dovrebbero trarne le opportune conseguenze. 
Credo, però,  che non accadrà nulla.
I voti di Berlusconi fanno troppo comodo al Ppe perchè venga espulso, lo sa bene la Merkel, che ha evitato accuratamente di esprimere un giudizio sulla sparata antitedesca del nostro eroe.
Questo lo sa bene anche Berlusconi,  che continuerà, pur di racimolare qualche voto, a parlare allo stomaco della gente, con toni e contenuti autenticamente antieuropei, pari a quelli della Lega, di Grillo e della Le Pen. 
Con buona pace di tutti coloro che credono a un'Europa autorevole,  sociale e solidale.

domenica 20 aprile 2014

Se al Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati 240.000€ all'anno sembrano pochi

Credevo di averne viste tante, che nulla potesse sorprendermi ma non avevo fatto i conti con il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati.
E' stato sufficiente che il Governo assumesse la decisione di porre un tetto allo stipendio dei dirigenti pubblici, individuandolo nell'indennità che annualmente percepisce il Capo dello Stato, che l'ineffabile presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, dott.Rodolfo Sabelli, gridasse allo scandalo, affermando che riducendo il compenso ai giudici si compromette l'autonomia della magistratura.
Sono stato, da sempre, convinto, che il contributo che gran parte della magistratura ogni giorno offre all'affermazione dei valori della legalità sia fondamentale per il convivere civile ma che "ridurre" lo stipendio a 240.000 € annui rappresenti, come dichiarato dal Sabelli  "una mortificazione della categoria, tale da dequalificare in prospettiva la Magistratura, non più in grado di attrarre le migliori professionalità"  e che....."la retribuzione dei magistrati sia garanzia dell’autonomia e indipendenza della giurisdizione" mi pare francamente fuori luogo.
A maggior ragione quando le persone interessate, come dice lo stesso presidente dell'ANM, sono solo poche decine.
E' stata quella di Sabelli una caduta di stile, ha perso una bella occasione per stare zitto. Credo che abbia prodotto un grave danno a tutti i suoi colleghi.
In ogni caso dovesse ritenere che i magistrati italiani guadagnino poco, non ha che da dirlo, sono certo che tantissime persone che sopravvivono con stipendi ben più bassi di 240.000 € all'anno, sarebbero ben disposti ad aiutarli.
Non vorremmo che i magistrati fossero costretti a farsi corrompere pur di mantenere la famiglia.


Tassare i milionari di Riccardo Staglianò.

  Ci sono dei libri che entrano per puro caso nella nostra vità e che pagina dopo pagina ti aprono un mondo nuovo. Un mondo nel quale servir...