mercoledì 26 agosto 2015

Aiutamoli a casa loro

Da quando è iniziata questa estate, le immagini televisive ci hanno presentato un esodo biblico: siamo invasi da immigrati! 
Ormai è chiaro: da tutto il sud del mondo, orde di disperati si riversano da noi, alla ricerca di un futuro fatto da ricchi da depredare, da donne da violentare e tanto altro.
I giornali si riempiono di commenti e soluzioni.
Bene, la più gettonata è quella di aiutarli a casa loro.
Ineccepibile! 
Solo che la storia ci dice una cosa diversa: ogni volta che siamo andati (sempre armati, aggiungo) a casa loro i danni, i dolori, la povertà che abbiamo causato non sono altro che l'origine di queste migrazioni.
Perchè stavolta dovrebbe essere diverso?

martedì 25 agosto 2015

Italiani, brava gente?

Estate, tempo di relax, più tempo da dedicare a se stessi, più tempo da dedicare alla lettura, di fare qualche nuova scoperta: è cosi è stato.
Mi è capitato tra le mani il libro "Italiani brava gente'" di Angelo Del Bocca.
Ne avevo sentito parlare, conoscevo l'autore, avendo letto dei suoi libri sul colonialismo italiano e una serie di interviste da lui fatte e raccolte in un libro. 
Ero preparato a leggere un libro controcorrente, un libro che metteva a nudo i comportamenti degli italiani brava gente in un secolo di storia unitaria.
Scoprire, però, che siamo stati i primi a usare bombe chimiche sui libici ed etiopi, che i nostri civilizzatori avevano ridotto in schiavitù coloro che lavoravano nelle loro fattorie e che torture, omicidi di massa, processi sommari,  fossero all'ordine del giorno non me lo sarei aspettato.
Cosi come i comportamenti delle nostre truppe d'occupazione in Dalmazia o in Russia, non dimenticando ciò che in Spagna, durante la guerra civile, hanno fatto le truppe inviate da Mussolini.
È una rilettura della nostra storia, al di fuori della storia che ci insegnano nelle scuole e della retorica nazionale
Italiani brava gente! Per nulla razzisti, per niente colonizzatori. Solo brava gente!
Leggendo questo libro mi sono reso conto che forse non siamo cambiati molto da quello che eravamo. 

martedì 4 agosto 2015

La "trazzera" politicamente scorretta

Negli ultimi 10 giorni tema centrale di tutte le discussioni politiche e non è, stata la realizzazione di quella che per comodità chiamerò la bretella autostradale, che consente di ridurre notevolmente i tempi per bypassare il tratto della Palermo-Catania chiuso a causa della frana che lo ha interessato nello scorso mese di aprile.
Ecco, credo che questo debba essere il punto di partenza.
L'autostrada è chiusa dallo scorso mese di aprile e nulla, a tutt'oggi, è stato fatto.(notizia di ieri è l'affidamento provvisorio a tre ditte dei lavori del caso).
Gli automobilisti sono costretti, quindi, ad arrampicarsi fino a Polizzi Generosa per poi ridiscendere verso Scillato quelli diretti a Palermo o Tremonzelli per coloro in direzione Catania.
Una strada assolutamente non sicura (vorrei ricordarlo all'assessore Pizzo) con una serie di frane che hanno deformato in maniera significativa la sede stradale.
Una trentina di chilometri che si percorrono in quasi 60 minuti. Sempre che non si trovi un autobus o un camion che  ne rallenta la circolazione.
Con il rischio (è accaduto già due volte) che un'incidente ne blocchi completamente la fruibilità.
Che cosa hanno fatto di così grave i grillini, mettendoci anche del proprio?
Nulla, se non riadattare una trazzera di campagna, già usata da molti, per renderla fruibile al transito, con tantissime limitazione, automobilistico.
Bene, io l'ho percorsa. Sono pronto a pagarne le conseguenze.
Ho risparmiato circa 1/2 ora: non ho incontrato mezzi pesanti o autobus e soprattutto non mi sono stancato.
Ho cinquanta due anni, da più di trenta guido, riesco a capire la pericolosità o meno di una strada e soprattutto sono in grado di capire i limiti e le potenzialità dell'autovettura che guido.
Detto questo, mi è facile comprendere le reazioni stizzite di quanti gridano all'inutilità di quanto fatto, della pericolosità della trazzera, dello spot elettorale fatto dal Movimento 5 Stelle: sono state messe a nudo le fragilità e le contraddizioni di una politica ciarlatane che si è completamente disinteressata della viabilità isolana.
Come spiegare il fatto che la frana è riuscita a far comprendere che il trasporto ferroviario ha in Sicilia un futuro e che è possibile unire Catania a Palermo con un treno veloce?
All'assessore Pizzo che ha usato metafore, eufemisticamente, poco felici chiedo che cosa abbia fatto da quando si è insediato per trovare una soluzione alla frana che nei fatti ha isolato Caltavuturo?
Voglio ricordare che a parte la manifestazione dell'Anci, nessuna istituzione regionale ha intrapreso iniziative perché venissero accelerati i tempi per la sistemazione della viabilità
Ora, sembrerebbe tutta la colpa sia del M5S, che non ha fatto altro che tentare,con tutte le difficoltà del caso, di dare un minimo di risposta ai bisogni dei siciliani.
E' stata un'operazione di grande impatto mediatico? Si, lo è stata. 
E con questo? Fanno il loro mestiere.
L'utilizzo di parte dei loro emolumenti per la realizzazione della bretella è demagogico? Forse.
Sempre meglio, comunque, dell'utilizzo delinquenziale che molti capogruppo hanno fatto delle risorse assegnate ai loro gruppi.
Il mio è una discorso qualunquista? Per molti benpensanti lo sarà ma non è che la cosa mi interessi molto.
Quello a cui sono interessato è che la Sicilia torni a essere governata da gente competente e capace, che sappia assumersi le proprie responsabilità e che sia in grado di dare delle risposte ai siciliani.
Sarò pessimista ma non credo che l'attuale classe dirigente lo sia.

Nb.Non inventatevi qualche escamotage per chiuderla. non sarebbe comprensibile e rappresenterebbe il più bel regalo che potreste fare al M5S. 







sabato 1 agosto 2015

Un miliardo l’anno: così accogliere i migranti fa girare l’economia italiana

L’accoglienza dei migranti è un business. E non solo per coloro che sulla pelle dei profughi fanno affari illeciti. Assistere le persone che ogni giorno arrivano sulle nostre coste, ospitare nelle strutture i richiedenti asilo e i titolari di protezione internazionale, anche nel rispetto della legge e delle convenzioni stipulate con le prefetture, muove introiti che favoriscono innanzitutto gli enti territoriali e aumentano le entrate a livello locale. Profitti che in alcuni casi sono una vera e propria manna dal cielo, soprattutto per le zone in cui si soffre più la crisi. Parafrasando un vecchio spot del governo Berlusconi, insomma, l’accoglienza “fa girare l’economia”.
980 MILIONI L'ANNO

Secondo gli ultimi dati forniti dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, a giugno erano78 mila i migranti ospitati nei centri italiani, tra strutture temporanee (48 mila), sistema di accoglienza per richiedenti asilo (20 mila) e centri governativi (10 mila). Per la loro assistenza lo Stato eroga ai centri convenzionati una somma media giornaliera di circa 35 euro al giornoa migrante (in cui rientrano anche i 2,50 euro al giorno del pocket money che spetta agli ospiti per le piccole spese giornaliere). “Quello dei 35 euro è costo calcolato mediamente per i progetti Sprar. Ma nel tempo si è attestato come costo medio anche per l’accoglienza straordinaria messa in pratica dalle prefetture – spiega Daniela Di Capua, direttore dello stesso servizio centrale Sprar (Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo) – Tutte le convenzioni si sono quindi livellate su questo valore medio. Nel caso dello Sprar, in particolare, il costo viene calcolato in base al progetto che l’ente titolare presenta al momento in cui partecipa al bando. Nel presentare il budget ci si adegua anche al costo della vita locale, ci sono infatti territori in cui i servizi sono assenti e devono essere attivati, mentre in altri già esistono. Di tutto questo si tiene conto nel calcolare la spesa”. Stando alle cifre dichiarate dal ministero, dunque, la spesa massima quotidiana per l’accoglienza è di due milioni e 730mila euro, circa 82 milioni al mese, oltre 980 l’anno.

I SOLDI NON VANNO AI MIGRANTI, RESTANO NEI COMUNI

“Sono soldi che non vanno assolutamente in mano ai migranti – continua Di Capua – ma che rappresentano il costo del loro mantenimento. Se togliamo i due euro e cinquanta circa di pocket money, restano più 32 euro (il 92% del totale) a migrante che servono, prima di tutto, per coprire la spesa del personale: cioè per pagare gli stipendi, i contributi e i contratti degli operatori che lavorano nei centri, e che sono soprattutto giovani italiani. Una parte è spesa per l’alloggio e per il mantenimento delle strutture, che alcune volte sono di proprietà dei Comuni e vengono ristrutturate e altre volte sono prese in affitto da privati della zona. Infine, una parte serve a pagare i fornitori, da quelli di generi alimentari alle farmacie fino alle cartolerie”. 
Si tratta di una spesa che sostanzialmente rimane nei Comuni, spiega ancora la direttrice del servizio Sprar, non solo quelli vincitori dei bandi per l’accoglienza ma anche quelli limitrofi: “L’accoglienza è vantaggiosa da diversi punti di vista, quello culturale sicuramente, ma anche quello economico – dice Di Capua -. Nel caso dello Sprar sono 400 circa i comuni direttamente coinvolti nei progetti, ma secondo i nostri calcoli a beneficiarne sono almeno il triplo, cioè oltre mille. Questo perché spesso gli enti territoriali fanno accordi con comuni limitrofi per gestire meglio l’accoglienza. Stiamo portando avanti un monitoraggio proprio su questo e dai primi risultati emerge che il flusso finanziario ha un impatto positivo su un territorio ampio”.

giovedì 30 luglio 2015

Le e-mail della Clinton e i politici siciliani

Sto seguendo con attenzione la vicenda che riguarda l'uso da parte di Hillary Clinton del suo account di posta elettronica in luogo di quello istituzionale del Dipartimento di Stato.
A quanto pare sta mettendo a rischio la sua candidatura alle presidenziali del 2016.
E', infatti, fatto obbligo di tutti i componenti del governo americano e di tutti coloro che ricoprono incarichi pubblici di utilizzare per le comunicazioni ufficiali gli account ufficiali.
Questo per consentirne l'archiviazione e la catalogazione.
La Clinton avrebbe usato, non facendo una bella figura, la posta personale, lasciando intendere che avesse qualcosa da nascondere. 
Sembrerebbe che per cercare di uscire dall'impasse abbia, o stia per farlo, consegnato tutte le email (si tratta di migliaia) in questione.
E' probabile che a noi siciliani la cosa non ci riguarda ma riflettevo sul modo con il quale i nostri governanti usano l'email istituzionali.
Avete mai scritto a un assessore regionale, utilizzando gli indirizzi indicati dal sito?
Non rispondono nemmeno all'email augurali, è accaduto con il neo assessore alla sanità Bartolo Gucciardi e prima ancora con l'assessore Antonio Purpura.
Non voglio dimenticare i deputati regionali . Tutti forniti di e-mail istituzionali, delle quali la gran parte non conosce nemmeno l'indirizzo. Provare per credere!
Lunga sarebbe la lista delle email senza risposte inviate ai nostri cari politici isolani.
Lo stesso vale per come utilizzano i social network. 
A esclusione di qualcuno (l'on.le Pippo Di Giacomo è una rara ed efficace eccezione) nessuno interloquisce con chi scrive sulle loro bacheche.
La democrazia e la partecipazione si nutrono anche di questi semplici gesti e noi siamo ancora lontani da questo obbiettivo.







martedì 16 giugno 2015

Contrasto alla povertà: Legge Caruso, Laboratorio Sicilia? Meglio di no!

Sinceramente, visto il contenuto,  non se ne sentiva il bisogno ma tant'è, da oggi abbiamo il disegno di legge "Caruso", dal nome dell'Assessore al lavoro e alle politiche sociali della nostra regione per il contrasto alla povertà assoluta.
Presentato con un parterre di eccezione, due docenti universitarie (la prof.ssa Chiara Saraceno, la prof.ssa Marzia Barbera) il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, il presidente dell'Inps, prof.Tito Boeri, la segretaria della Cgil, Vera Lamonica e Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli
A fare gli onori di casa il Presidente (scritto con la p maiuscola) Crocetta, che ha aperto i lavori salutando gli intervenuti, dimenticandosi, però,  di parlare del disegno di legge. Ci ha deliziato parlando di tutto, dall'utilizzo dei fondi comunitari  agli sprechi nella spesa pubblica, dalle bretelle autostradali ai trasporti ferroviari, dalla crisi industriale di Gela (il dente batte dove il dente duole) a quella di Augusta.
In buona sostanza non è chiaro se condivide o meno la proposta del suo assessore. 
Particolare, questo,  non irrilevante.
Evito di parlare degli interventi, di grande qualità, dei relatori (ne scriverà la stampa) ma voglio soffermarmi sul disegno di legge presentato. 
Due aggettivi mi vengono subito in mente: confusionario e superficiale.
Appare un'enunciazione di buoni propositi e non un atto legislativo compiuto.
Non sono assolutamente definiti gli strumenti, gli interventi, chi deve fare cosa e soprattutto come. Non sono nemmeno individuati i beneficiari.
Si confondono i piani di intervento con le misure da realizzare.
Ancora una volta l'approccio è giurislavoristico, si parte dall'assunto che il lavoro di per sé liberi dalla povertà, dimenticando che è si importante ma in moltissimi casi non sufficiente. 
Abbiamo, infatti, imparato a conoscere i working poor. 
I lavoratori poveri, coloro che pur avendo un contratto di lavoro, non riescono ad affrancarsi dallo stato di deprivazione nel quale si trovano. 
Sia sufficiente pensare ai lavoratori degli appalti delle pulizie, ai tanti precari, a tutti coloro con contratti part-time o a tempo determinato.
Nel disegno di legge non sono nemmeno precisate le risorse finanziarie necessarie e a un assessore regionale non è permesso rimandare a generiche risorse nazionali o comunitarie, compito suo, o dei suoi uffici, enunciare il fabbisogno economico e come farvi fronte. 
Mi ha colpito, inoltre, che per affrontare una discussione per contrastare la povertà in Sicilia, si siano invitati solo relatori non isolani, come se il tema fosse un caso di studio e non un bisogno che la società isolana esprime da tempo.
La lotta alla povertà ha la necessità di uno sforzo corale da parte di tutti i soggetti, non essendo solo uno strumento di trasferimento monetario.
Mi chiedo, con chi l'assessore regionale vuole lavorare?
Con il presidente dell'Inps? (abbiamo, inoltre,  capito che amici non sono), con l'università di Torino, con quella di Brescia?
E mi chiedo soprattutto che cosa intende fare da domani l'assessore Caruso per dare corpo all'autobattezzata  Legge Caruso? 
All'assessore, persona avveduta, mi sento di ricordare un proverbio keniota che recita: Se vuoi arrivare primo, corri da solo; se vuoi arrivare lontano, cammina insieme.
Un'ultima annotazione, nel titolo dell'iniziativa era riportata in bella evidenza la definizione Laboratorio Sicilia
Vi prego, ogni volta che si parla di Laboratorio Sicilia, mi tremano le gambe. 
Non è che ci abbia portato molto fortuna.





domenica 31 maggio 2015

Nuove metodologie di lotta politica.

Puntualmente le indagini e le statistiche dell'agenzia delle entrate, ci informano dello stato delle attività di contrasto all'evasione fiscale nel nostro Paese. 

Analogamente, la Guardia di Finanza ogni anno comunica le iniziative intraprese nella stessa direzione.
Ma che adesso lo faccia un agente di riscossione, per giunta considerato un carrozzone politico, è una novità.
È quello che è successo in Sicilia. 
Novità degli ultimi giorni, in una conferenza stampa congiunta del Presidente Crocetta e del presidente di Riscossione Sicilia (1), avv.Antonio Fiumedreddo, (2) presentano uno studio dal quale emerge che circa 800 cittadini devono versare al fisco ingenti somme.
Tra il detto e il non detto (questo è il dramma) fanno intendere che tra questi ci sono nomi noti, politici in attività e tanto altro ancora.
Il buon Crocetta non si lascia sfuggire l'occasione per tuonare contro la "mangiugghia". 
Tuona contro i politici che evadendo il fisco penalizzano ulteriormente la Sicilia, che attraversa il momento più difficile della storia recente.
Il buon Fiumefreddo, che vive in maniera quasi orgasmica il finire sulle pagine dei giornali, aggiunge che a libro paga della società da lui presieduta ci sono mezzo migliaia di avvocati, che il comune di Catania trucca i bilancio continuando a iscrivere quale entrate somme da riscuotere da soggetti defunti. (A proposito come è finita?)
Questi in sintesi i fatti, almeno quelli che sono riuscito a comprendere dalla lettura dei giornali.
Mi permetto, però, di fare qualche considerazione perché tutta la faccenda non mi piace. 
Per prima cosa trovo inappropriato che alla conferenza stampa partecipi il presidente della regione e che conosca i nomi delle persone coinvolte e li utilizzi per lanciare messaggi a destra e a manca.
Se ci sono quei nomi si rendano tutti pubblici o si taccia.
Altro aspetto, per me, inquietante è che la comunicazione istituzionale avvenga attraverso comunicati stampa e non con i canali istituzionali che sono propri. 
Tutto si trasforma in guerra per bande. 
E' il vecchio sistema del "o con me o contro di me".
E c'è da essere seriamente preoccupati a vivere con questa classe dirigente.
Speriamo bene.

NB. Facciano una conferenza stampa informandoci quanti soldi sono riusciti a recuperare. 

(1) versione sicula di Equitalia
(2) costretto a dimettersi solo poche ore dopo essere stato nominato assessore, per vicende riguardanti la sua attività professionale



Tassare i milionari di Riccardo Staglianò.

  Ci sono dei libri che entrano per puro caso nella nostra vità e che pagina dopo pagina ti aprono un mondo nuovo. Un mondo nel quale servir...