sabato 11 aprile 2015

Se si imparasse a stare zitti.

Per ricapitolare: (e per quello che ho capito io) una persona, imputata in un processo per bancarotta fraudolenta, entra con un pistola nel tribunale di Milano. Giunto nell'aula dove si doveva tenere il processo, spara. Compie una strage. Uccide quattro persone e ne ferisce tre. 
Alle conseguenti e ovvie polemiche su come sia stato possibile per una persona armata di pistola e con due caricatori,  entrare in tribunale, se ne aggiunta un'altra.
Ad accenderla è stato un ex giudice, Gherardo Colombo.
In un'intervista ha lasciato intendere, nemmeno troppo velatamente, che causa, anche se indiretta, della furia omicida, sono le polemiche tra la politica e la magistratura.
Gli ha fatto eco il presidente dell'Anm, sostenendo le stesse cose.
Che sia questo il modo per rasserenare un clima già avvelenato di suo? 
Sarebbe stato meglio che fossero stati zitti. Il paese ci avrebbe guadagnato. 
Penso che quei morti, incolpevoli, meritino ben altra considerazione e diverso rispetto: tirarli in ballo per polemizzare con il governo e con la classe politica è da irresponsabili.

venerdì 10 aprile 2015

Parte il microcredito. Funzionerà?

È disponibile sul sito del MEF il decreto sul microcredito, in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Un video pubblicato dal MEF spiega le modalità di attivazione della misura, che riguarda prestiti fino a 25 mila euro per l’avvio di piccole attività  imprenditoriali.
In sostanza, la procedura prevedere la possibilità di prenotare online la garanzia a valere su un apposito fondo dotato di 30 milioni che permette di accedere al credito anche in assenza di garanzie reali da parte del richiedente, poi parte l’istruttoria con il coinvolgimento dei soggetti autorizzati ed entro 60 giorni è previsto il riscontro sulla richiesta avanzata.
Rappresenta una bella opportunità per intraprendere un'iniziativa economica o per rafforzarne una già esistente.
Va ricordato, e dato merito, che il fondo è alimentato dalle risorse versate dai parlamentari 5 Stelle.

giovedì 9 aprile 2015

Crocetta: lo tsunami di Sicilia, ovvero la rivoluzione che verrà


E' ormai da due anni che ci tritura i cosiddetti, con la rivoluzione e con la madre di tutte le rivoluzioni: l'abolizione delle province. E' stato in tutti i salotti televisivi, l'ha annunciato ovunque. Come è finita lo sappiamo.
Al momento l'unica cosa che è riuscito a fare è nominare i commissari nelle 9 province.
Diceva che da presidente della regione sarebbe stato uno tsunami. 
Almeno questa promessa è riuscito a mantenerla, per la Sicilia la sua presidenza è anche peggio di uno tsunami.

Nb. A Ferrandelli che rimette il mandato da deputato al segretario del suo partito dico solo che ha sbagliato segretario, le dimissioni si rassegnano al segretario dell'Ars.





domenica 5 aprile 2015

Sicilia vietata ai minori.

Il 30 marzo scorso il Garante dell'infanzia e dell'adolescenza nazionale, ha presentato un documento che troverete a questo link (Documento Garante), con il quale si intende aprire una discussione sull'individuazione dei livelli essenziali dei diritti sociali e civili dei bambini e degli adolescenti.
E' un grande passo in avanti per un paese, come il nostro, non misura a dei bambini, che stanno pagando più di altri, il prezzo della crisi che stiamo attraversando.
Se questo è vero in generale, la situazione siciliana è resa ancora più drammatica da un governo regionale, che si dimostra poco attento e rispettoso delle esigenze e dei bisogni dei piccoli siciliani
I dati resi pubblici da Save the Children lo scorso mese di dicembre e, in ultimo, l'indagine sulla Povertà Educativaassegnano alla nostra Regione primati non proprio esaltanti, dei quali non andare orgogliosi.
A ciò aggiungiamo che ormai da quasi tre anni attendiamo che Crocetta nomini il Garante dell'infanzia e dell'adolescenza (figura prevista dalla Legge 47), cosi come, è bene ricordare, che la Sicilia è stata l'unica regione italiana a non avere partecipato alla Conferenza Nazionale dell'Infanzia tenutasi lo scorso anno.
Caro Presidente, i bambini e gli adolescenti non voteranno ma rappresentano il nostro futuro, la società del domani.
Trascurarli non è solo miope è, purtroppo, come tagliare il ramo su cui si sta seduti.
Il nostro dramma è, appunto, questo: Lei e i suoi governi hanno dimostrato di essere veramente bravi nel farlo. 

sabato 4 aprile 2015

I cinesi e le nostre responsabilità

In questi giorni i giornali ci informano delle trattative in atto per la cessione a una società cinese del Milan. Solo di qualche giorno fa l'acquisizione della Pirelli, ultima multinazionale in mani italiane, sempre da parte di cinesi.
Queste notizie ci danno la cifra dell'incapacità della classe imprenditoriale italiana di competere nel mercato globale. 
Troppo provinciale, incapace di innovare, buona a chiedere sempre più flessibilità (non si capisce per farne cosa),  a chiedere meno diritti e meno tutele per i propri dipendenti.(trovando, purtroppo governi disponibili)
Comportamenti miopi che non aiutano a guardare con speranza al futuro.
Anche la cessione del Milan a mani straniere, non è notizia da sottovalutare per il "sistema Italia".
Da sempre il possesso di una squadra di calcio ha rappresentato per gli imprenditori italiani lo strumento per acquisire notorietà e benevolenza. Al proprietario di un club calcistico, si perdona tutto. Soprattutto quando la squadra vince.
Che si decida di venderlo è il segno di ritirarsi, di fare cassa e di scappare. 
Sembrerà paradossale, tra la Pirelli e il Milan che passano in mano cinesi, mi preoccupa più il secondo. È il segno inequivocabile del declino del nostro paese. È il segno della necessità che questo nostro paese venga rifondato, che siano riscritte le regole del nostro convivere civile. 
L'alternativa è scivolare sempre più indietro. 
Altro che serie A, potremmo dichiararci fortunati se ci consentiranno di iscriverci al campionato dilettanti.

venerdì 3 aprile 2015

La Sicilia ultima nel completamento delle opere pubbliche. Ottimo record.

Parlando di infrastrutture, affermare che non si sa mai quando i lavori finiranno, non è lontano dal vero. Siamo abituati a vedere opere incomplete, spesso abbandonate al vandalismo, in attesa dell"intervento miracolistico di un "commissario" che affidandosi a "subcommissari" risolva i problemi, giungendo al completamento dell'opera.
Nel frattempo i costi sono lievitati, con buona pace della crisi economica e delle politiche di austerità.
In questo quadro si inserisce una interessante ricerca di cui pubblico il link al comunicato stampa
I dati relativi alla Sicilia non sono incoraggianti. Tutt'altro. Siamo la regione italiana che impiega più tempo (si parla di tempi medi) per la realizzazione di un'opera pubblica, parliamo di 7 anni contro una media nazionale di 4,5 anni.
Adesso si apre il ciclo della programmazione comunitaria 2014/2020 (intanto il 2014 è già finito) se partissimo dalla velocizzazione delle opere pubbliche, senza commissari, senza deroghe, senza perizie di varianti forse la scommessa del futuro potremmo anche vincerla.
Speriamo!

mercoledì 1 aprile 2015

"ISIS, Lo stato del terrore" di Loretta Napoleoni


Ho finito di leggere questo libro di Loretta Napoleoni. L'ho trovato interessante e ricco di spunti di riflessione su quanto sta accadendo ma soprattutto su ciò che potrebbe accadere se noi occidentali non riuscissimo a interpretare bene cosa sta dietro a quello che molto superficialmente definiamo "stato del terrore" .
Non è solo terrorismo, cieca violenza e brutalità ma è anche governo, politiche sociali, riscatto.
Non capirlo,  rispondendo solo con le armi (meglio se sono di altri) sarà la nostra sconfitta.
Pubblico una recente intervista alla Napoleoni

Loretta Napoleoni, una delle massime esperte italiane dei sistemi attraverso cui il terrorismo trae le sue risorse economiche, è arrivata in libreria con Isis - Lo stato del terrore (Feltrinelli), un saggio puntuale e chiaro che dovremmo leggere tutti, invece di affidarci al sensazionalismo e al sentito dire. Perché ci sono argomenti di cui si parla tanto pur sapendone poco, e uno di questi è lo Stato Islamico.
È importante sapere cosa distingue l'Isis da Al Qaeda (ad esempio: il primo è diventato uno Stato vero e proprio, la seconda, mai), quali sono i motivi per cui questa organizzazione attira più adepti delle altre, quali tecniche di marketing e social media marketing sta utilizzando, che obiettivi si prefigge, quanto ci dobbiamo preoccupare e quali sono le sottovalutazioni (e le colpe) dell'Occidente per la sua ascesa inarrestabile. 
Ma anche per scoprire che non ci troviamo davanti al più efferato fenomeno della storia recente, perché i misfatti in Kosovo lo superavano di gran lunga. Solo che, al tempo, la tecnologia non era così avanzata e internet non era così diffuso da permettere milioni di condivisioni di immagini e filmati, come è possibile ora. Tecnologia e rete di cui il vero e proprio sistema organizzato di proselitismo e intimidazione messo su dall'Isis sta facendo ampio uso.  
Di questo e tante altre cose abbiamo parlato con l'autrice che, in collegamento Skype da Boston, ci svela anche molti aspetti del disagio di una parte del mondo islamico su cui non sempre si finisce a riflettere, pur avendolo sotto gli occhi.

Un collega col gusto della provocazione mi ha detto che quando la gente è ansiosa spende di più per cui il terrorismo rispunta, probabilmente pilotato, quando bisogna uscire dalle crisi economiche. Cosa gli risponderebbe?
Magari fosse vero! Se le teorie complottistiche del suo collega fossero giuste significherebbe che queste organizzazioni sono controllabili, invece è tutto l'opposto. In realtà si sapeva che questa organizzazione stava nascendo e veniva finanziata, ma nessuno si aspettava che sarebbe diventata quella che è. Questo dimostra anche una carenza di intelligence imperdonabile. Si poteva prevedere tutto questo già nel 2013 perché gli adepti dell'Isis, invece di combattere una guerra per procura aspettando soldi dagli "sponsor", come dico nel libro, si sono organizzati il loro stato. Un'intelligence efficiente l'avrebbe scoperto. Quello che penso invece e che ci sia una certa indifferenza nei confronti di questi fenomeni perché l'Occidente in Siria non poteva fare nulla, aveva le mani legate, così hanno lasciato che a gestire la situazione fossero gli stati sul golfo attraverso la guerra per procura. È stato un errore perché, ovviamente si sono mossi peggio degli occidentali.

Una delle condizioni che lo Stato islamico pone a chi aderisce, e ai paesi che vengono annessi, è il completo annullamento dei diritti delle donne, e questo è uno degli elementi che ha dato vita anche a un'opposizione da parte di islamici moderati, che sono molti. Quante probabilità hanno, però, di contrastarne l'avanzata?
Non tantissime, perché questo è un nuovo modello inedito che ispira imitazione, ad esempio già da parte dei Curdi, che stanno combattendo a Nord della Siria. La storia di Kobane è interessante: sono mesi che bombardiamo, e i Curdi stanno lì e ancora non viene liberata. È interessante quello che stanno facendo i Curdi, conquistano un territorio con pozzi petroliferi e lo sfruttano come fa lo Stato Islamico, quindi siamo di fronte a un caso di imitazione. La Nigeria sta facendo la stessa cosa. Per le donne, credo che peggio di così non possa andare. In questo contesto le donne non esistono, se non per procreare e ripopolare lo Stato. Non hanno alcun ruolo politico, né amministrativo, come già, però, in Arabia Saudita dove non possono uscire di casa se non sono accompagnate da un uomo di famiglia. Questo è preoccupante. La situazione in tutta la regione è preoccupante perché non ce ne siamo resi conto, ma proprio la guerra e la crisi economica legata alle sanzioni in Iraq degli anni 90 hanno portato al processo di islamizzazione. Quindi le donne, in realtà, sono scomparse dalla scena politica e amministrativa da almeno 20 anni e noi ce ne accorgiamo solo ora con uno Stato Islamico che ne dichiara apertamente la condizione di inferiorità. Nelle tribù della Siria e dell'Iraq le adultere vengono lapidate. Poco più di un mese fa c'è stata una fatto abbastanza surreale: una famiglia di un villaggio della Siria controllato dallo Stato Islamico ha ucciso un'adultera, ma i vertici dello Stato Islamico avevano cercato invece di fermarli. Paradossalmente, in alcune situazioni le donne stavano peggio prima che sotto di loro. Questa è la situazione in cui ci troviamo, causata da noi perché il processo di degenerazione del Medio Oriente è legato alla politica occidentale.

Tassare i milionari di Riccardo Staglianò.

  Ci sono dei libri che entrano per puro caso nella nostra vità e che pagina dopo pagina ti aprono un mondo nuovo. Un mondo nel quale servir...